ANNO NUOVO, MENTE NUOVA!

14/12/2016

 

Con la fine dell’anno viene il tempo dei bilanci. Alle nostre spalle si distende un cammino che può apparire sorprendente, con le sue diverse direzioni, le soste e le riprese. Nell’esercizio della memoria rivivono eventi che hanno fatto di noi stessi quel che siamo ora, e riusciamo infine a comprenderlo, poi lo sguardo corre al futuro che si profila dietro la caotica allegria dei giorni di festa, e si intuisce che nella transizione dal vecchio al nuovo anno, nel rinnovarsi del tempo ciclico, esiste un ampio spettro di possibilità. Lo yoga è la tecnologia umana che permette di realizzare queste possibilità. Se ci disponiamo sinceramente all’ascolto, una voce interiore descriverà il perfetto allineamento delle nostre energie vitali nello spazio e nel tempo, la configurazione di un destino in attesa di realizzazione. Siamo disponibili ad ascoltare quella voce e ad accoglierla? A fare tutto quanto serve affinché la descrizione potenziale che ci riguarda possa trovare una piena attuazione? Siamo cioè disponibili a trasformare noi stessi in quello che, a un certo livello della realtà, già siamo? 

 

VIANDANTI DEI TRE TEMPI

Viviamo immersi in un tempo lineare che descrive solo parzialmente ciò che è reale: esiste un tempo cosmico in cui siamo completamente dispiegati tra passato, presente e futuro, e l’occhio della saggezza che si risveglia in meditazione consente di avere una visione unitaria di quella realtà priva di limiti e divisioni. Là, nella contemporaneità dei tre tempi, esperiamo noi stessi come “desiderio del cuore” e vediamo chiaramente la destinazione verso un tempo e a un luogo specifici che rappresentano le coordinate della nostra realizzazione in questo mondo. Per mezzo di una applicazione costante tracciamo il solco della pratica affinché sia possibile attraversare la mente, il suo rumore di fondo, le impressioni latenti e le memorie, verso una vera comprensione di sé. L’approfondimento dell’esperienza meditativa comporta il procedere attraverso le cripte segrete del tesoro del cuore in cui siamo tentati alla sosta, a godere di quei gioielli. Tuttavia, grazie alla guida di un’antica saggezza ora risvegliata, decidiamo di proseguire, oltre le emozioni, oltre gli attaccamenti e le repulsioni, lungo un viale centrale che traversa un giardino luminoso e immette a una terrazza in cui possiamo contemplare il gioiello più prezioso: la verità del cuore. Per giungere fino a lì occorre fare chiarezza, raccogliersi nel silenzio e concentrare il potere delle determinazione, e quindi  proseguire con fiducia anche se saremmo tentati di porre fine al cammino travisando una tappa per la destinazione finale. Realizzare l’obiettivo esistenziale che nello yoga definiamo sankalpa, il “desiderio del cuore”, significa stabilire una priorità e operare una scelta consapevole: cosa desideriamo veramente? Siamo in grado di orientare la mente su quel desiderio, mantenere una azione costante, tornare periodicamente sul sankalpa e nutrirlo, rinnovarlo, raccogliere in esso tutto il nostro potenziale mentale, emozionale, energetico e fisico? Se siamo in grado di operare in questa direzione, nulla può opporsi alla realizzazione di noi stessi nella pienezza del disegno originale. Prima o poi il desiderio del cuore è destinato ad avverarsi. 

 

UN OSTACOLO FATTO DI MENZOGNE

Siamo talvolta noi stessi a sabotare la nostra azione attraverso un processo per la massima parte inconscio. Pessimismo, lamentela e rimorso sono le barriere e il filo spinato che gettiamo affinché il nostro desiderare venga isolato e sterilizzato nel timore che qualcosa di troppo grande possa sconvolgere la nostra tranquilla routine, magari alimentata da un annuncio di depressione! Succede che ai primi segnali di cambiamento si operi una formidabile marcia indietro: volare via dal nido della sofferenza, vi sembrerà strano, non è poi così facile. Il risveglio della coscienza è inevitabilmente appesantito dalle menzogne che gravano sul cuore, dalla fatica accumulata attraverso le azioni passate e gli errori di valutazione, dall’esito deludente delle cose fatte e dal rimpianto verso le cose che avremmo potuto fare, ci avesse solo assistito un pizzico di coraggio. Per neutralizzare questo rimuginare doloroso che inibisce l’azione possiamo stabilire un dialogo interiore con quella intelligenza universale che è infinita potenzialità e abita in noi come in ogni cosa animata e inanimata e nello spazio vuoto circostante: attingendo ad essa siamo in grado di compiere, letteralmente, miracoli. Il primo miracolo consiste nella visione di come il desiderio del cuore e la realtà del cuore coincidano. Noi siamo il nostro desiderio, e non dobbiamo vergognarcene. Siamo progettati per compiere grandi cose, non per disseminare di tristezza il nostro cammino. Così possiamo reclamare la legittimità del desiderio e convocare l’intera realtà cosmica a testimoniare la nostra venuta su questo piano per realizzare pienamente un compito. Camminando nella consapevolezza, allineati all’energia del nostro desiderio sincero, ci fa compagnia uno sguardo limpido, e sentiamo battere il cuore oltre l’assalto dei vecchi condizionamenti e delle abitudini mentali. 

 

UNA NUOVA MENTE 

Il tempo della transizione è quindi il tempo del sankalpa, ne sentiamo tutta la forza nei cambiamenti ciclici attraverso cui si avvicendano le stagioni, gli anni, il passaggio all’età adulta, i ritmi della procreazione, il raccogliersi contemplativo negli anni del tramonto. Ma possiamo celebrare la transizione solo se accogliamo il nuovo con una nuova mente, vivendo pienamente il futuro come effettiva novità, altrimenti staremo inconsciamente proiettando il passato innanzi a noi, e non faremo che rincorrere gli effetti di una azione (karma) generata in un tempo di cui magari abbiamo perduto la memoria. Una mente nuova che possa contare su un corpo nuovo, nuovi pensieri, nuove emozioni, nuova energia vitale: lo yoga ci offre tutto questo poiché nella impareggiabile forza trasformativa che dona a chi ne segue la via sta la sua ragione di essere e di tramandarsi da generazione a generazione. Lo yoga è per la felicità, per la gioia incondizionata che libera l’individuo dalla gabbia del tempo lineare: neutralizzato il peso del passato dalla consapevolezza di essere, qui e ora, lo splendore del nostro desiderio del cuore, davanti a noi la linea luminosa del futuro che disegna la pienezza della realizzazione, e in noi la consapevolezza che tutto questo è già accaduto, che il futuro si è già compiuto da qualche parte del tempo cosmico. Infine le cose sono andate bene, dovremmo abituarci a pensare così: che infine tutto si è compiuto al meglio. E allora viene la gratitudine, la meraviglia. Non serve altro per augurare a tutto e a tutti una buona transizione.

 

 

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