LA KUNDALINI E I POTERI DI SUPERMAN

Confesso che l’adesione ai nostri seminari sulla kundalini mi ha molto sorpreso: andato esaurito in meno di un giorno il primo, siamo stati (con piacere) indotti a replicare il sabato successivo. Il kundalini-yoga viene generalmente collocato fra gli esoterismi dello yoga, argomenti a fatica definibili che si lasciano volentieri agli esperti, ai praticanti avanzati o agli insegnanti che desiderano esplorare la conoscenza del sistema energetico articolato intorno a chakra e nadi. Che tante persone desiderassero apprendere i percorsi inerenti a questa forma mitica di energia primordiale è un dato su cui riflettere. Forse perché alla kundalini associamo un’idea di risveglio e di risveglio si sente un gran bisogno proprio oggi in cui gli aspetti fondamentali della nostra vita fisica e psichica sembrano sprofondati in un sonno invincibile: dorme la consapevolezza del nostro essere profondamente umani; dorme il contatto con la nostra anima in grado di trascendere il mondo tangibile; dorme la sapienza che consente di fluire come danzatori fra le emozioni appiccicose e le pesantezze del vivere.

 

QUANDO SI SCUOTE L’ANTICA

Mi piace pensare al risveglio di kundalini come allo “scuotimento dell’Antica”. La kundalini è una forma di energia primordiale che rappresenta il potenziale trasformativo in perenne attesa di essere realizzato. Si tratta di un potere depositato sul fondo di quella coscienza transpersonale che vita dopo vita sale sul palcoscenico del mondo in cerca di affermazione. Per mezzo delle tecniche progressive dello yoga, la kundalini viene indotta a un risveglio armonioso e a risalire lungo la colonna vertebrale, che ospita il canale principale del corpo sottile, fino a giungere alla sommità del capo dove incontra una forma di energia statica che rappresenta il divino su questo piano. L’unione fra le due forme di energia celebra le nozze alchemiche fra il principio femminile dinamico (Shakti) e il principio maschile statico (Shiva). Ma non è così facile produrre lo scuotimento: cose vecchie si oppongono, cose che vengono dal passato e che di passato si nutrono: vecchi pensieri, vecchie prospettive, vecchie parole che ripetiamo a noi stessi con un accompagnamento emozionale quasi sempre improntato a paura, risentimento, rabbia. La rappresentazione tradizionale della kundalini addormentata, avvolta come un serpente in tre spire e mezzo su stessa, delinea in effetti un’implosione energetica. Tre spire e mezzo di passato avvolgono l’Antica che dorme profondamente, mentre l’essere umano che la possiede (essendone ignaro) se ne va a zonzo per il mondo come un signor nessuno: si sente incompreso, amato poco o nulla, detesta il lavoro che fa e in più lo pagano poco, poi si ammala, prende un sacco di medicine e si lamenta spesso, i mezzi pubblici sono sempre affollati e i politici sono tutti ladri. Ma ha anche suoi svaghi: mangia tanto, guarda tanta tv, sta sui social, si appassiona a spettacoli sportivi in cui altri sudano mentre lui cammina poco, con fastidio, o corre male col conta-passi del Decathlon. Eppure in cielo si può ancora leggere una storia diversa: quell’essere umano era nato per incarnare una dea, un dio, una mistica visionaria, un leader illuminato o un artista sublime. Se non è andata così, occorre guardare di sbieco la tendenza umana a pensare tanto al passato, a non vivere l’istante presente e a preconfezionare un falso futuro composto principalmente di tronconi di passato scagliati in avanti con tutto il peso mortale del karma che c’è dentro. È un fatto: il futuro ha una pessima reputazione. E solo l’Antica può salvarci poiché è solo grazie al risveglio di kundalini che viene strappato il fondale di cartapesta dominato da noia, abitudine e ipocrisia sociale. Quando l’Antica si scuote non c’è tempo da perdere, serve una cabina telefonica in cui si entra da Clark Kent e si esce col costume di Superman, e finalmente il super-eroe usa i suoi super-poteri. Perché, ecco la buona notizia, siamo tutti dotati di super-poteri, basta risvegliare l’Antica Dormiente. 

 

IL CAPPIO DEL PASSATO AL COLLO

Il passato delinea la continuità dell’illusione esistenziale. E' il peso del passato che ci fa credere reale il nome e la forma che portiamo poiché ricaviamo il senso dell’ego da una collezione di immagini di noi stessi che impariamo a memoria, rinforzando l’illusione. E nel perpetuare l’imbroglio ai nostri stessi danni ci sfugge un elemento fondamentale: isolandoci nello spazio e nel tempo a una data biografia che aggiorniamo di continuo, limitiamo il nostro potere, ci rendiamo piccoli e deboli, incapaci di comunicare con quella vasta rete di energia intelligente di cui facciamo parte assieme alla totalità di ciò che vive e respira. Se solo riuscissimo a vedere con chiarezza i modi raffinati coi quali sabotiamo noi stessi, la nostra vita sarebbe rivoluzionata in un istante! Tutto il passato che ci portiamo sulle spalle si stringe come un cappio al collo quando giunge il momento di prendere una decisione che potrebbe determinare una svolta nella nostra vita. Ci raggela la paura di incorrere in un nuovo fallimento, ci inibisce il sentirsi inadeguati, il ripetersi frase totemiche che racchiudono barili di energia negativa e incantesimi paralizzanti (conosciamo bene quelle sentenze di morte spirituale che amiamo emettere contro noi stessi…). Esiste un giudice implacabile in noi, un rigido funzionario che amministra la prigione della mediocrità nella quale ci siamo rinchiusi spontaneamente. Non meritiamo alcuna pena, ma ci siamo condannati all’ergastolo. Innocenti, abbiamo deciso di languire dietro le sbarre dell’autocommiserazione. E tutto questo a causa del passato. Occorre liberarsene, non c’è altra soluzione. Debellarlo, annientarlo definitivamente di modo che l’Antica possa risvegliarsi. Come fare? Semplice: se annientiamo il tempo, il passato svanirà di conseguenza. E qui ci soccorre la fisica moderna la quale afferma che alla velocità della luce il tempo si annulla. E’ vero: i quasi 300mila chilometri al secondo grazie a cui la luce si propaga nel vuoto sono un obiettivo irraggiungibile per qualsiasi oggetto materiale o corpo denso di questo universo. Ma non è così per la mente. Grazie al raffinamento operato lungo il sentiero meditativo, l’energia mentale può raggiungere la velocità della luce, e superarla. Del resto lo stesso Einstein sognava da bambino di cavalcare un fotone di luce, non male come visualizzazione! Ecco quindi come si diventa Superman: avventurandosi in profonde meditazioni, accelerando la velocità del piano mentale, allineando buchi neri e attraversandoli in successione, assorbendo l’energia di nane bianche e supernove che esplodono nelle profondità della coscienza. L’Antica riceverà uno scossone inaudito e sarà indotta a salire, piani di consapevolezza progressivamente più vasti si schiuderanno in un crescendo di comprensione e realizzazione. Dite che si tratta solo di metafore e simboli? Che gli dei sono morti e che al posto delle nozze mistiche si celebrano oggi i trionfi della matematica finanziaria e degli algoritmi predittivi? Io credo che vi siano realtà primordiali in noi e che l’Antica sia parte di un quadro preesistente, non assimilabile al tempo lineare e allo spazio ordinario. E credo sia possibile attingere a quelle realtà primordiali grazie a uno strumento prezioso e tanto elevato che non a caso la tradizione attribuisce, come origine dell’insegnamento, a un dio: lo yoga.

 

RIABITARE LA MATRICE

In un qualche segmento del Grande Vuoto, nella dimensione della pura consapevolezza libera da illusioni e identificazioni, esiste una matrice luminosa che ci rappresenta. Siamo noi per come le forze intelligenti dell’universo ci hanno immaginati, noi prima dell’errore fondamentale causato dalla mancanza di fiducia nella nostra capacità di visualizzare e realizzare il futuro. Quando la kundalini risale alla sommità del capo e rivela quella matrice luminosa e ce la mostra, è un dono prezioso che la forza della vita ci presenta. Abbiamo l’occasione di accogliere quell’immagine, di indossarla, come una potente forma energetica, come fosse il costume di Superman. Cosa uscirà dalla cabina telefonica sta solo a noi deciderlo. Se avremo il coraggio di specchiarci nella nostra stessa forza di volontà e azione, se vinceremo la paura più grande, quella di avere potere, di essere rivestiti di splendore, bellezza e conoscenza, allora sarà l’eroe con il mantello magico a volare alto in questa vita per la meraviglia della Cosa Unica. E opererà miracoli, miracoli ancora più grandi, che eccederanno ogni limite e ogni aspettativa. E sarà un momento indimenticabile. 

 

 

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