LO YOGA E L'AVVENTURA INTERIORE DEL SOGNO

Partiamo dal titolo che potrebbe essere fuorviante: l'aggettivo “interiore” sembrerebbe alludere a una realtà che sta tutta dentro la persona e che riguarda la notte, il nostro essere addormentati e distanti dal mondo della veglia: una avventura che non ha finestre verso la realtà quotidiana, affascinante quanto si vuole, eppure pertinente alla fantasia e al fantasticare. Ma come bene hanno intuito da sempre saggi e sciamani di ogni cultura spirituale, non esiste una vera separazione fra veglia e sogno e fra sogno e sonno profondo. Per quanto questa frammentazione risulti convincente ai più, si tratta di una pura illusione che viene realizzata per ciò che è solo quando si raggiunge - secondo il modello vedico - il cosiddetto "quarto", quello stato di coscienza che riassume unitariamente i tre precedenti e mostra come l’essere svegli sia un'apparenza e come il nostro sognare prosegua - generalmente a nostra insaputa - nelle ore diurne. Ma in quale modo realizzare la natura illusoria della rappresentazione mentale che chiamiamo “realtà” e comprendere le manifestazioni del mondo materiale per come sono davvero? E quali sono i vantaggi nel compiere l’operazione? 

 

Il come è presto detto: con la meditazione, una meditazione di consapevolezza in grado di porre nella giusta prospettiva le manifestazioni sensoriali che “aggrediscono” il sistema nervoso generando emozioni e pensieri conseguenti. Nello yoga si dispone poi di un potente “acceleratore” del processo meditativo: lo yoga-nidra. Parliamo di tecniche per l’esplorazione interiore in grado di rimuovere dall’inconscio i blocchi che non consentono alla energia vitale di fluire secondo cicli armoniosi ed equilibrati (cioè in transito fluido da veglia a sogno a sonno profondo). La chiarezza mentale che si sviluppa nello stato di veglia grazie alla pratica della meditazione si trasmette allo stato di sogno, sicché i sogni tendono a divenire più significativi, a generare diversi gradi di lucidità capaci di orientare verso scelte equilibrate. Al crescere della consapevolezza si accompagna un benefico distacco dal tumulto emotivo che, principalmente per ragioni legate alla nostra evoluzione, ha il potere di tenerci perennemente in scacco: da qui problemi come ansia, ipertensione, insonnia, dispepsia e un generale sovraccarico del sistema nervoso. 

 

La meditazione, è noto, ha il potere di ridurre queste problematiche e di risolverle completamente. Una cosa meno nota è che una buona pratica di meditazione tende a rendere i sogni lucidi - nel senso di integrare il mondo onirico nel mondo della veglia. Riceviamo così dal sogno indicazioni, suggerimenti, ispirazioni e insegnamenti. L’intersezione fra meditazione e lucidità si realizza quando la meditazione inizia a mostrare la natura di sogno della cosiddetta veglia, allora il meditatore realizza quanto ciò che sembra “reale” e “materiale” abbia la consistenza della nebbia. 

 

Ma nessun timore, il dissolvimento dell’illusione non è il crollo spaventoso delle certezze. Ispirati dal sogno, la nostra intera vita si svolge all’insegna di un maggiore equilibrio esistenziale e di un godimento pieno di ciò che è possibile godere, in modo consapevole ed etico, e senza abdicare a quella fondamentale grazia che unisce l’umano e il divino. Un buon caffè rimane un buon caffè, un buon amico anche. Anzi, nella lucidità le buone compagnie aumentano! Quindi, buona meditazione (e buoni sogni) a tutti…

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